Concluso il Giubileo dei Sacerdoti con la Messa presieduta dal Santo Padre sul Sagrato di San Pietro. Duecento i presbiteri ambrosiani guidati dal cardinale Scola. I 95 anni di mons. Colombo

di Davide MILANI

Nella celebrazione il Pontefice ha spiegato come deve essere il prete “buon pastore”: non ha un cuore ballerino che si lascia attrarre dalla suggestione del momento o che va di qua e di là in cerca di consensi e piccole soddisfazioni, non si aspetta i saluti e i complimenti degli altri, ma per primo offre la mano, rigettando i pettegolezzi, i giudizi e i veleni. E’ un pastore, «non un ispettore del gregge, e si dedica alla missione non al cinquanta o al sessanta per cento, ma con tutto sé stesso, senza farsi pagare gli straordinari».

«Celebrando il Giubileo dei Sacerdoti nella Solennità del Sacro Cuore di Gesù – ha ricordato il Papa – siamo chiamati a puntare al cuore, all’interiorità, alle radici più robuste della vita, al nucleo degli affetti, in una parola, al centro della persona. Il cuore del Buon Pastore è la misericordia stessa, ci dice che il suo amore non ha confini, non si stanca e non si arrende mai, è proteso verso di noi, polarizzato specialmente verso chi è più distante, lì punta ostinatamente l’ago della sua bussola, lì rivela una debolezza d’amore particolare, perché tutti desidera raggiungere e nessuno perdere. Davanti al Cuore di Gesù, di conseguenza, nasce l’interrogativo fondamentale della nostra vita sacerdotale: dove è orientato il mio cuore? Domanda che noi sacerdoti dobbiamo farci tante volte: ogni giorno, ogni settimana».

Duecento i preti ambrosiani presenti nei tre giorni del Giubileo, la metà organizzati nel pellegrinaggio diocesano, gli altri presenti in modo autonomo o con i propri gruppi parrocchiali. A guidarli l’Arcivescovo, il cardinale Angelo Scola, il vicario generale mons. Mario Delpini, i vescovi ausiliari Franco Agnesi, Paolo Martinelli e Luigi Stucchi e alcuni vicari episcopali.

Dopo il momento iniziale di mercoledì sera con la catechesi del cardinale Ravasi (qui la testimonianza su questo appuntamento di don Marco Rapelli) nella chiesa di Santa Maria della Vallicella, giovedì è stata la volta della giornata di ritiro spirituale con le tre catechesi di papa Francesco che gli ambrosiani hanno seguito nella Basilica di Santa Maria Maggiore, interrotta solo per il pranzo al vicino Seminario Lombardo. 

Don Jacques Duplouy (parroco alla Ca Granda di Milano), don Luciano Angaroni (parroco a Gesù Divino Lavoratore di Milano) e mons. Luca Bressan (vicario episcopale) offrono (vedi articoli nel box in alto a sinistra) una risonanza personale ai tre interventi del Papa.

Giubileo sacerdotale nel senso più pieno del termine per un coraggioso prete ambrosiano a Roma in pellegrinaggio: mons. Giorgio Colombo, che il 3 giugno – durante il viaggio a Roma ha compiuto 95 anni e celebrato l’anniversario di ordinazione sacerdotale (3 giugno 1944).
Dal 1961, per decisione del card. Montini, Cappellano del Policlinico di Milano, don Giorgio ha dedicato quasi tutto il suo ministero all’assistenza ospedaliera e alla formazione del personale.