Padre Barbieri: «Abbiamo preparato l’accoglienza studiando percorsi adatti alle varie tipologie di pellegrini e scegliendo poi lo strumento per riflettere e pregare»

L’afflusso di pellegrini al Santuario di Rho in occasione del Giubileo ha superato ogni aspettativa. Il mese di maggio è quello che ha registrato il maggior numero di presenze, forse anche per la venerazione all’Addolorata. Tra i pellegrini, singoli, famiglie intere o gruppi di amici e poi trasferte organizzate da parrocchie, associazioni e movimenti. «I pellegrinaggi decanali, come quello di Busto Arsizio con circa mille persone, hanno reso pieno e straripante il nostro pur grande Santuario», spiega padre Gianfranco Barbieri, che cura l’accoglienza. Il cammino che parte dal viale delle Rimembranze è affrontato come «il ripercorrere un corso di esercizi».

Come il Santuario accoglie i pellegrini?
I sacerdoti che vengono con le loro parrocchie o i loro Decanati amano fare le cose per bene. Quindi abbiamo deciso di preparare l’accoglienza studiando ogni percorso adatto ai pellegrini e alle loro condizioni (bambini, giovani, adulti terza età, ammalati), poi si sceglie lo strumento per riflettere e pregare. Questo può essere preparato da noi, oppure dai gruppi di pellegrini. Inoltre, al loro arrivo trovano un padre Missionario che li accoglie e li accompagna per tutto il pellegrinaggio.

Quali strumenti di preghiera offrite?
Abbiamo confezionato due tipi di sussidio: un pieghevole per pellegrini singoli, oppure per gruppi che fanno fatica a camminare, e un libretto per pellegrinaggi parrocchiali o decanali, che desiderano un cammino un poco più lungo per prepararsi ad attraversare la Porta della Misericordia, dopo aver riflettuto e pregato su brani di Vangelo o del Magistero che invitano alla conversione.

Come viene sottolineata la dimensione della misericordia?
Viene proclamata soprattutto all’inizio del cammino, con passi del Vangelo che richiamano la necessità di compiere opere di misericordia, e al termine del pellegrinaggio, pescando da un cesto un biglietto, che contiene una proposta concreta. Va da sé che durante le meditazioni si insista molto su questo aspetto.

Il Santuario è luogo delle confessioni: quali esperienze state facendo?
Il Giubileo della Misericordia brilla anche nel confessionale, sia per il significativo aumento di coloro che si accostano al sacramento, sia per il contenuto, ossia la qualità della confessione, dove il perdono emerge in maniera assai più consapevole del solito.

Come la Madonna Addolorata viene presentata come “Madre della Misericordia?
Nel nostro Santuario la Madonna Addolorata è posta al centro dell’altare, sopra il tabernacolo, e attira facilmente lo sguardo dei fedeli. Per questo il cammino giubilare contempla la recita del Santo Rosario (tutto o in parte) o la partecipazione alla Via Matris Dolorosae, richiamata dai grandi affreschi che riempiono le pareti del Santuario. Inoltre a tutti i pellegrini viene concesso di salire all’affresco miracoloso, attraverso una scala predisposta ad hoc, per accogliere da vicino il segno della misericordia di Dio espresso nella morte in croce di Gesù.

Quali sono gli eventi giubilari più importanti in programma per i prossimi mesi?
Durante i mesi di luglio e agosto non sono prenotati se non pellegrinaggi di singoli gruppetti o di famiglie. Mentre i grandi pellegrinaggi riprenderanno da settembre con vari decanati, ma soprattutto con la nostra Settimana Mariana, che dall’11 al 18 settembre prevede serate sul tema della misericordia proposte nelle pagine della letteratura, teatro, cinema, pittura e musica (programma su www.oblatirho.it). E verso ottobre la conclusione e la premiazione del concorso per scuole sul tema della misericordia nella diverse espressione delle materie scolastiche o del mondo giovanile. In conclusione il Giubileo nel nostro Santuario si sta rivelando una vera occasione di grazia, della quale rendere lode a Dio ed essere grati a papa Francesco.