La lezione di vita del Beato caratterizza il clima giubilare nel luogo che ne raccoglie le spoglie mortali. Numerosi le visite e moltissimi i pellegrini che desiderano accostarsi alla Riconciliazione

di don Maurizio RIVOLTA
Rettore Santuario Diocesano Beato don Carlo Gnocchi

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Il Santuario dove riposano le spoglie mortali del Beato don Carlo Gnocchi in questo anno giubilare è tra i luoghi più significativi nella Diocesi ambrosiana. Qui è stata aperta la Porta della Misericordia e qui sarà possibile l’acquisto dell’indulgenza plenaria giubilare: in questo luogo dove la misericordia, grazie all’esempio di don Carlo, è già diventata stile, criterio e regola di vita.

All’apertura della Porta Santa lo scorso 13 dicembre, i primi a varcare la soglia sono stati i “ragazzi di don Gnocchi”, i giovani disabili accuditi al Centro Santa Maria Nascente attiguo al Santuario, seguiti da una folla numerosa e commossa e dai sacerdoti concelebranti. Dopo la Santa Messa sono stati accolti gli alpini di Torrebruna (Chieti), che avevano partecipato in Duomo alla tradizionale celebrazione in ricordo degli alpini “andati avanti”, cioè che ci hanno preceduto nell’incontro con il Signore.

Un altro momento significativo è stata la celebrazione comunitaria della Riconciliazione. Le parrocchie del Decanato San Siro si sono ritrovate nelle serate di lunedì 21, martedì 22 e mercoledì 23 dicembre. Circa venticinque sacerdoti presenti ogni sera hanno permesso a molti di vivere visibilmente questa esperienza coinvolgente, dove la Confessione è stata vissuta come vero momento di comunione di popolo penitente e desideroso della misericordia. Nelle tre serate, con oltre un migliaio di persone partecipanti, il clima della preghiera è stato particolarmente ricco di serenità e di gioia.

Nella ferialità, a piccoli gruppi o singolarmente, molte persone hanno visitato il Santuario, approfittando della possibilità di confessione, abbastanza ampia nonostante la chiesa non sia indicata come “penitenziale”. È soprattutto l’animo con cui si vive questo momento che evidenzia come questo messaggio sia stato compreso profondamente da tanta gente e di come il richiamo alla misericordia risponda a un’attesa a volte lunga, sofferta e desiderata. Per molti è il riscoprire Dio come ce ne ha parlato Gesù. Il pellegrinaggio è vissuto come il ritorno a casa del figliuol prodigo, la Porta Santa come il cuore del Padre aperto alle miserie umane. Il frutto più importante è sentire che Dio non è col dito puntato contro di noi, ma è per noi e con noi.

Già in questi primi giorni del 2016 sono stati accolti gruppi parrocchiali, soprattutto il pomeriggio e la sera: dalla Comunità pastorale Beato Paolo VI di Paderno Dugnano alle parrocchie di Marcallo con Casone e Boffalora, dal gruppo chierichetti di Melzo alla parrocchia San Vittore di Rho.

Tra gli appuntamenti significativi in calendario, ricordiamo quello di sabato 30 gennaio con i Ministri straordinari dell’Eucaristia della città di Milano, per una giornata di riflessione e di preghiera. E poi, tra le iniziative per il 60° della scomparsa di don Gnocchi, ricordiamo la solenne celebrazione eucaristica presieduta dall’Arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola, alle 10.30 del 27 febbraio e, il giorno successivo, alle 11.30, la Santa Messa celebrata da monsignor Giuseppe Merisi, vescovo emerito di Lodi.